Giorgia è tornata a Casa.
11/02/07 12:26
Eccomi,
Signore e Signori, Prima o poi doveva accadere.
Sono passate due settimane ormai, da quando, carica come un ciuco, ho rimesso piedi a Napoli. La mia cara Napoli.
Ho salutato gli alberi, la neve, le bacchette e sono tornata.
Tornare, così come partire, è un patto difficile con se stessi. Ci sono cose da portare con sé e cose che invece si è costretti a lasciare dietro le spalle.
Il viaggio verso casa l'ho passato divisa a metà fra la gioia di tornare ai vecchi affetti, e il dolore di lasciare quelli nuovi.
"Tornare".
Quante volte sta ricorrendo questa parola oggi. E' una parola che la sa lunga, questa.
A volte è accompagnata dal retrogusto ferroso dell'umiliazione, a volte dall'amarezza della sconfitta.
Altre è dolce come l'uva.. ed è quando dopo un lungo vagabondare si è finalmente trovato un posto dove sapere di poter ritornare.
Ho imparato molte, moltissime cose da questa Cina, e il cinese non è ne la prima ne la più importante.
Ho vestito la parola "famiglia" di colori che non avrei mai pensato, ho imparato a soffrire in silenzio senza sentirmi per questo vittima delle angherie del mondo, e, nonostante tutto , ho fatto pace con me stessa.
Ho visto il mondo occhi di decine di forme e colori, ho scoperto di poter viaggiare in più direzioni, e con mezzi che non avrei mai detto.
Queste sono le cose che porto con me, e che mi fanno trovare diverso il mondo che avevo lasciato, anche se , evidentemente, non è cambiato affatto.
Sono riuscita a cambiare me stessa senza stravolgere la natura di quello che ero, ed è esattamente ciò che mi ero preposta di fare.
Dalla luna, adesso, oltre le dighe olandesi e la muraglia cinese, si potranno vedere le impronte minuscole delle mie Cult, partire da Napoli, passeggiare per la Cina..e tornare indietro.
Il Cammino si AiLing è finito, miei Cari Affezionati, Giorgia è tornata a Casa.
E' finito il tempo di scrivere, è giunto il momento degli abbracci, delle lacrime dolci bagnate di sorrisi, delle passeggiate, dei racconti.
Questo Blog vi saluta, Signore e Signori, e come il più piccolo degli attori si inchina e vi ringrazia,
perché è il vostro affetto ad averlo reso accogliente e tiepido come un abbraccio,
perché senza di voi, non avrebbe avuto ragione di esistere.
Perché senza di voi, la Cina mi avrebbe fatto molta più paura.
Sono passate due settimane ormai, da quando, carica come un ciuco, ho rimesso piedi a Napoli. La mia cara Napoli.
Ho salutato gli alberi, la neve, le bacchette e sono tornata.
Tornare, così come partire, è un patto difficile con se stessi. Ci sono cose da portare con sé e cose che invece si è costretti a lasciare dietro le spalle.
Il viaggio verso casa l'ho passato divisa a metà fra la gioia di tornare ai vecchi affetti, e il dolore di lasciare quelli nuovi.
"Tornare".
Quante volte sta ricorrendo questa parola oggi. E' una parola che la sa lunga, questa.
A volte è accompagnata dal retrogusto ferroso dell'umiliazione, a volte dall'amarezza della sconfitta.
Altre è dolce come l'uva.. ed è quando dopo un lungo vagabondare si è finalmente trovato un posto dove sapere di poter ritornare.
Ho imparato molte, moltissime cose da questa Cina, e il cinese non è ne la prima ne la più importante.
Ho vestito la parola "famiglia" di colori che non avrei mai pensato, ho imparato a soffrire in silenzio senza sentirmi per questo vittima delle angherie del mondo, e, nonostante tutto , ho fatto pace con me stessa.
Ho visto il mondo occhi di decine di forme e colori, ho scoperto di poter viaggiare in più direzioni, e con mezzi che non avrei mai detto.
Queste sono le cose che porto con me, e che mi fanno trovare diverso il mondo che avevo lasciato, anche se , evidentemente, non è cambiato affatto.
Sono riuscita a cambiare me stessa senza stravolgere la natura di quello che ero, ed è esattamente ciò che mi ero preposta di fare.
Dalla luna, adesso, oltre le dighe olandesi e la muraglia cinese, si potranno vedere le impronte minuscole delle mie Cult, partire da Napoli, passeggiare per la Cina..e tornare indietro.
Il Cammino si AiLing è finito, miei Cari Affezionati, Giorgia è tornata a Casa.
E' finito il tempo di scrivere, è giunto il momento degli abbracci, delle lacrime dolci bagnate di sorrisi, delle passeggiate, dei racconti.
Questo Blog vi saluta, Signore e Signori, e come il più piccolo degli attori si inchina e vi ringrazia,
perché è il vostro affetto ad averlo reso accogliente e tiepido come un abbraccio,
perché senza di voi, non avrebbe avuto ragione di esistere.
Perché senza di voi, la Cina mi avrebbe fatto molta più paura.
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