Giorgia è tornata a Casa.

Eccomi, Signore e Signori, Prima o poi doveva accadere.
Sono passate due settimane ormai, da quando, carica come un ciuco, ho rimesso piedi a Napoli. La mia cara Napoli.
Ho salutato gli alberi, la neve, le bacchette e sono tornata.
Tornare, così come partire, è un patto difficile con se stessi. Ci sono cose da portare con sé e cose che invece si è costretti a lasciare dietro le spalle.
Il viaggio verso casa l'ho passato divisa a metà fra la gioia di tornare ai vecchi affetti, e il dolore di lasciare quelli nuovi.
"Tornare".
Quante volte sta ricorrendo questa parola oggi. E' una parola che la sa lunga, questa.
A volte è accompagnata dal retrogusto ferroso dell'umiliazione, a volte dall'amarezza della sconfitta.
Altre è dolce come l'uva.. ed è quando dopo un lungo vagabondare si è finalmente trovato un posto dove sapere di poter ritornare.

Ho imparato molte, moltissime cose da questa Cina, e il cinese non è ne la prima ne la più importante.
Ho vestito la parola "famiglia" di colori che non avrei mai pensato, ho imparato a soffrire in silenzio senza sentirmi per questo vittima delle angherie del mondo, e, nonostante tutto , ho fatto pace con me stessa.
Ho visto il mondo occhi di decine di forme e colori, ho scoperto di poter viaggiare in più direzioni, e con mezzi che non avrei mai detto.
Queste sono le cose che porto con me, e che mi fanno trovare diverso il mondo che avevo lasciato, anche se , evidentemente, non è cambiato affatto.
Sono riuscita a cambiare me stessa senza stravolgere la natura di quello che ero, ed è esattamente ciò che mi ero preposta di fare.
Dalla luna, adesso, oltre le dighe olandesi e la muraglia cinese, si potranno vedere le impronte minuscole delle mie Cult, partire da Napoli, passeggiare per la Cina..e tornare indietro.

Il Cammino si AiLing è finito, miei Cari Affezionati, Giorgia è tornata a Casa.
E' finito il tempo di scrivere, è giunto il momento degli abbracci, delle lacrime dolci bagnate di sorrisi, delle passeggiate, dei racconti.

Questo Blog vi saluta, Signore e Signori, e come il più piccolo degli attori si inchina e vi ringrazia,
perché è il vostro affetto ad averlo reso accogliente e tiepido come un abbraccio,
perché senza di voi, non avrebbe avuto ragione di esistere.


Perché senza di voi, la Cina mi avrebbe fatto molta più paura.


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